BIOGRAFIA

PRESENTAZIONE

Mi chiamo Fabrizio Teghesi sono nato a Firenze il 14 Marzo ed ho vissuto nella provincia del capoluogo fiorentino fino all’età di 6 anni. Successivamente mi sono trasferito a Prato, dove vivo tutt’ora. La passione per questo sport è nata quando avevo circa 14 anni(1998), in quanto mio padre era ed è tuttora appassionato di fermodellismo, ho avuto così occasione di frequentare diversi negozi di modellismo, dove ho conosciuto il mondo RC e dove ho visto le prime auto, purtroppo ho dovuto attendere ancora altri 2 anni prima di possederne una, in quanto non essendo autonomo, dovevo assecondare la volontà di mio padre, che all’inizio non era del tutto favorevole all’automodellismo. Nell’anno 2000 però, riesco a mettere da parte qualche risparmio e riesco a comprare una macchina ready to run di seconda mano, (Thunder tiger mirage V-SPEC trasformata da rally-game) ed ho cominciato a fare i primi passi nella pista onroad di IOLO a Prato.

Dove posso arrivare? Non lo so, ma ci provo sempre. (Cit. U.B.)

DEBUTTO

Dopo circa 3 mesi dall’acquisto della mia prima auto (nel luglio del 2000) ho fatto subito la prima gara libera, che era organizzata appunto a IOLO, classificandomi al 4° posto in F2, e sempre nell’anno 2000 ad ottobre ho fatto un’altra gara libera su piazzale a Pistoia e sono finito al 2° posto in F2. Purtroppo, a causa del mio modello, ero molto penalizzato, basti pensare che la mia TT Mirage V-SPEC non aveva neanche la regolazione della convergenza posteriore che era fissata a 0 gradi. La voglia di competere però era tantissima, e già nel 2001 nonostante il mezzo a mia disposizione non me lo permettesse, ho deciso di iscrivermi al campionato regionale AMSCI F2 e sono partito con le gare titolate!

Se non credi in te stesso, nessuno lo farà mai per te… (Cit. K.B.)

AFFAMATO DI AUTOMODELLISMO

Da quando sono partito con le gare titolate mi definisco un “affamato” di automodellismo, forse i 2 anni di attesa da quando ho conosciuto questo mondo, fino alla realizzazione del desiderio di possedere un automodello, sono stati fondamentali, tante volte quando ottieni subito quello che desideri hai meno soddisfazione di quando devi aspettarlo a lungo, pertanto mi sono buttato a capofitto nelle gare, senza stare a preoccuparmi troppo dei materiali, come dicevo poco fa, ho fatto il mio primo campionato toscano di rally-game (all’epoca c’erano circa 100 F2) con una Mirage v-spec, e sono riuscito a centrare anche la finale in una delle 5 prove, dopodichè ho scoperto il mondo dell’off-road, ed immediatamente ho corso il regionale Amsci anche in questa categoria; non avendo possibilità di comprarmi un automodello dedicato ho corso le prime 2 prove di regionale con la stessa auto che di volta in volta trasformavo da off-road a rallygame all’occorrenza, durante la frequentazione delle piste da off-road ho conosciuto colui che sarebbe poi diventato il mio primo meccanico, (Marcello Granolla) che, vedendomi profondamente limitato dai materiali, cessò di correre per cominciare a farmi da meccanico… Lui aveva una Crono expert che non era l’ultimo modello in quanto la rs01 calcava già le piste nazionali, ma era un grandissimo salto in avanti rispetto alla mia auto, e con questa macchina all’ultima prova di campionato regionale dello stesso anno (2001) ho centrato la mia prima vittoria in F2. L’anno successivo(2002) ho preso una picco integra di seconda mano per il rally-game ed una fiammante Kyosho mp7,5 per l’off-road e sono passato subito in F1 ottenendo il secondo posto ad entrambi i campionati regionali (off-road e rallygame), e perdendo malamente i 2 campionati italiani di categoria a causa di noie tecniche, segnando la TQ in entrambi e dominando entrambe le gare prima delle noie…

Mi ricordo che nel campionato italiano in prova unica di rally-game, svolto in un piazzale a Viareggio, correva anche una prova degli expert e dopo le qualifiche contando le classifiche come una unica gara avrei avuto il 4° tempo nella EXPERT. Da lì capii che forse, con la perseveranza avrei potuto ottenere qualcosa di buono.

Il talento ti fa vincere una gara. L’intelligenza e il lavoro di squadra ti fanno vincere un campionato. (Cit. M.J.)

I MIEI MECCANICI

Nel nostro hobby il meccanico è fondamentale, ed io fin dall’inizio della mia carriera ho avuto la fortuna di averne sempre uno accanto. A partire dal 2001 ho avuto Marcello Granolla che fu il mio primo meccanico. Dopo qualche tempo, purtroppo, ha dovuto mollare me ed il modellismo per esigenze familiari. Nel 2002-2003 ho avuto Gabriele Marconcini, con lui ho condiviso tutti i passaggi di categoria, (da F2 ad F1 nel 2002 e da F1 ad EXPERT nel 2003, nel 2004 purtroppo anche lui ha mollato il mondo del modellismo per un lutto importante, ed ho corso un anno intero senza meccanico fisso. Quello fù l’anno del mio primo europeo, dove onestamente mi qualificai soltanto perché si svolse in Italia e vi erano numerosi posti, la posizione in classifica non mi avrebbe mai permesso di qualificarmi fosse stato fuori dal territorio nazionale… Nel 2005 invece ho cominciato a maturare le mie prime vere soddisfazioni nel mondo RC, in quanto con il passaggio in Radiosistemi decisero di affiancarmi Roberto Ghedini, il progettista della macchina con la quale correvo, un grandissimo personaggio dell’RC detentore di 2 titoli europei, con lui ho fatto un grande salto di qualità ed ho imparato tantissime cose, basti pensare che nel 2004 raggiunsi il 18° posto nel campionato italiano mentre con lui nel 2005 finii al 4° posto e fù il salto qualitativo più alto della mia carriera. Proseguendo con la cronologia dei miei meccanici è obbligo citare un altro grande meccanico del mondo RC che si chiama Matteo Neri, anche lui mi ha insegnato tantissime cose sia sulla preparazione della macchina che nell’approccio alle gare, oltre ad essere il mio meccanico in gara passavamo ore ed ore al telefono e questo è stato di grande aiuto per la mia crescita agonistica che culminò nel 2007 dove raggiunsi il 2° posto nel campionato italiano della massima categoria. Una volta concluso il rapporto con Matteo, una nuova ditta che produceva dei rivoluzionari ammortizzatori regolabili (expert model) si stava affacciando sul mercato, ed io ne divenni pilota ufficiale e sviluppatore così uno dei soci, Andrea Arioli, mi ha fatto il meccanico per ben 2 stagioni, durante lo sviluppo di questi ammortizzatori conobbi Daniele Giuntini, modellista fiorentino dedito al mondo delle 1:8classic e del rally-game, al quale insegnai tante cose sul mondo del buggy ed instaurammo una forte collaborazione vincendo il titolo nazionale 1:8ep nel 2011, stringemmo anche un fantastico rapporto di amicizia oltre che di collaborazione, con Daniele infatti non passavamo insieme soltanto il tempo delle gare, ma anche fuori dalla pista, in quanto entrò a far parte della cerchia dei miei amici più cari. Dopo Daniele rimangono soltanto 2 persone che mi hanno affiancato nel mondo Rc, una è Lorenzo Bolognesi, con lui ho vinto 2 campionati italiani (truggy 2012 e buggy 2013), ma purtroppo per me e fortunatamente per lui, Lorenzo ha aperto una attività propria, e non ha più tutto il tempo che aveva prima per seguirmi, pertanto di fatto ha mollato il modellismo per un periodo partecipando solo saltuariamente alle gare. Ma nel 2016 ho avuto di nuovo il piacere di averlo sotto al palco dopo un anno di assenza anche se non nella totalità delle competizioni. Infine,  la persona più importante che ho avuto sotto al palco, e non me ne vogliano gli altri, è Sara (la mia compagna) che ha fatto l’aiuto meccanico nel 2011 ed in parte del 2012 fino a diventare la mia prima meccanica dal 2013. Qualunque frase o discorso che possa dire non sarà mai abbastanza per far capire quello che realmente significa per me, credo che nonostante ci siano molte più occasioni per discutere e litigare, questo sia un reale valore aggiunto nella coppia, in quanto tutto ciò che facciamo insieme ci fa ottenere una intesa diversa, un qualcosa di superiore ed inspiegabile che mi rende veramente orgoglioso di lei. Per il 2017 Lorenzo è di nuovo presente ed ha addirittura cominciato a correre in prima persona regalandosi anche qualche piccola soddisfazione.

E’ nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino…  (Cit. A.R.)

SPONSOR

Il mio primo sponsor l’ho ottenuto agli inizi del mio primo anno di f1 (il 2003) la BBF di Mario Bonanomi decise di sponsorizzarmi con i suoi differenziali autobloccanti! Fu una grande soddisfazione per me, perché oltre a conoscere una grande persona con la quale ancora adoro chiacchierare durante tutte le gare, mi ha fatto capire come funzionava il mondo delle sponsorizzazioni partendo dalle piccole cose, ho imparato quali fossero i miei obblighi e soprattutto quali vincoli impongono i vari contratti. Sempre nel 2003 ho ottenuto la mia prima sponsorizzazione per i motori (PICCO) prima attraverso B-RACING di Bianchi e poi direttamente con la casa madre   e da gennaio 2004 ho ottenuto la mia prima sponsorizzazione per gli automodelli (HOBAO) attraverso il distributore italiano Tosi. Nel 2005 ho corso ufficiale RADIOSISTEMI correndo con quasi la totalità del pacchetto da loro distribuito. Auto CRONO, motori OS-ENGINES e gomme RADIOSISTEMI by GRP mentre per gli optionals ero sponsorizzato dalla NUOVA FAOR di Salaro  e per la miscela dalla ROGA fuel . Il mio pacchetto è rimasto  invariato fino al 2007, dove riesco a chiudere un accordo per Correre con le gomme PROLINE sponsorizzato dall’importatore italiano (ITALTRADING). Nel 2008  invece, mi si prospettò una grande occasione, che ho colto al volo, ricevetti una offerta da KYOSHO europe:  il marchio che ho sempre preferito fin dagli inizi, e come si sà, al cuore non si comanda, pertanto accettai l’offerta e nel contempo cambiai anche i motori, passando a NOVAROSSI, sponsorizzato per la prima volta direttamente dalla casa madre e non da un distributore. Nel 2009 un noto marchio di miscela si affacciò anche nel mondo off-road, e fui selezionato per entrare a far parte del neonascente team, si trattava della MLC fuel che sto tuttora usando ed Italtrading creò il marchio EZ-POWER per la produzione di batterie e componentistica elettronica, facendo parte del loro team fui sponsorizzato da questo marchio per la neonascente categoria 1:8brushless. Sempre grazie alla Italtrading riuscii  a salire di livello anche con PROLINE dipendendo direttamente dalla casa madre, anche se gli approvvigionamenti di materiale dovevano ancora transitare per l’importatore, la macchina è rimasta la stessa fino ad oggi, mentre nel 2010 sono riuscito a chiudere un accordo con OS-ENGINES, direttamente con la casa madre giapponese, e tuttora sto correndo con questi motori, mentre nel 2011 ho chiuso un accordo di sponsorizzazione per le gomme passando ad AKA attraverso il distributore europeo (Kyosho europe), neanche due anni dopo questo accordo è stato modificato e sono riuscito a diventare pilota ufficiale factory anche con questo marchio; purtroppo però al termine della stagione agonistica 2017 le strade fra me ed AKA si sono divise, sono infatti diventato pilota ufficiale e team manager italiano Hotrace tyres. Un altro cambio molto importante è avvenuto al termine del 2016, sono infatti riuscito a trovare una sponsorizzazione dal colosso americano CASTLE CREATIONS per la componentistica elettronica. In questa breve cronistoria ho tralasciato volutamente tutti i marchi di contorno altrimenti sarebbe diventata ancora più lunga e tediosa, parlando solo di macchine motori gomme e miscela, è doveroso comunque ricordare tutti gli altri sponsor di contorno presenti e passati che mi hanno supportato in questi lunghi 17 anni di gare: RUDY DESIGN, ABEC35, BITTYDESIGN, MAUGRAFIX, EXPERT MODEL, ULTIMATE RACING, MAX AIRBRUSH, DREAMSTICKER, FTTECH, EFRA TOOLS, HIGHESTRC, HUDY.

Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo.  (Cit. W.C.)

COME PREPARO LE GARE IMPORTANTI

Curo personalmente la preparazione del modello prima di ogni manifestazione. Se ho avuto occasione di provare la pista in precedenza, per il warm up o per una giornata di test, parto dal lavoro che ho già svolto cercando di analizzare tutti gli appunti presi a seguito delle giornate di test, mentre, se non conosco la pista ho il mio setup base e parto sempre da quello per poi muovermi direttamente sul campo di gara con le varie modifiche. Pongo particolare attenzione sulle gomme, in quanto cerco di prevedere quello che sarà il disegno corretto cercando di avere a disposizione già per i primi giorni, nei quali solitamente si fanno le prove libere, qualcosa che sicuramente funzionerà a dovere, per poter provare magari più tipi di gomme nelle prime manche libere. Anche per il motore ho un mio “setup base” che conosco e che posso modificare in pista in base alle sensazioni (conosciute) che ho con il setup base, quello che utilizzo per il mio os b2101 è: venturi da 6,5 marmitta 2060 con collettore tondo standard e miscela MLC competition al 25% per quanto riguarda la frizione premetto che uso soltanto materiale kyosho e la mia configurazione di base sono 3 ceppi in ergal azzurri con 3 molle da 1,00mm campana da 13 denti e corona 46denti sul modello.

Tanto più ospitale e bello è il luogo dove lavori e minore sarà lo sforzo per ottenere un risultato eccellente  (Cit. F.T.)

IL MIO LABORATORIO

La mia officina è una stanza di mt 4 x 4 realizzata nel sottosuolo della mia abitazione, là dentro ho tutto quello ogni modellista possa desiderare, (forse anche di più) Televisione, Pc, Stereo con sistema 5+1 per ascoltare musica o vedere film, Lettore dvd, compressore, telefono, lavello con acqua calda e vasca lavaggio pezzi, 1 banco da lavoro di 2,5 metri della Beta ed 1 altro banco da 1,5 metri oltre a scaffali vari, luci da banco a led e tutti gli altri confort dei quali ho bisogno,  passo dentro il “lab” come amo definirlo, numerose ore della sera e della notte, oltre che gran parte delle giornate libere quando sono a casa. E’ talmente ospitale e bello che tante volte ci vado anche soltanto per passare del tempo senza reale necessità di starci, ovviamente le discussioni con la mia compagna erano frequenti, pertanto abbiamo installato anche una sua postazione dove anche lei può dilettarsi con i suoi hobby e passare piu tempo insieme a me anche se il suo amore verso il lab continua inspiegabilmente a non sbocciare 😀

Per essere il numero uno, devi allenarti come se fossi il numero due. (Cit. M.G.)

TEST E ALLENAMENTI E METODO

Questo è veramente un tasto dolente, il tempo che posso dedicare ai test è realmente poco, basti pensare che in media durante una stagione utilizzo soltanto dai 2 ai 4 giorni di test, magari perchè obbligato da qualche sponsor ad effettuare qualche test. Purtroppo non ho mai dedicato tantissimo tempo all’allenamento, ed al girare fine a se stesso e  probabilmente questo ha rappresentato uno dei punti deboli di tutta la mia carriera. Ho sempre preferito partecipare alle gare, anche se chiaramente in gara non si può provare tutto quello che si vuole e come si vuole come si fa in allenamento, pertanto i miei test sono limitatissimi e vengono fatti più che altro per provare le piste nelle quali ci saranno manifestazioni importanti. In un primo momento nel caso di nuovi modellisti non credo sia molto importante avere un metodo, basta semplicemente girare girare e girare in modo da capire i comportamenti della macchina ed imparare come ci si deve comportare nelle varie situazioni che si verificano durante la guida. Una volta acquisite le necessarie abilità di guida invece si deve cominciare a capire cosa realmente si cerca dalla macchina, quali sono i cambiamenti del setup più importanti e cosa comportano, e capire il proprio stile di guida, per capire cosa realmente si vuole dalla macchina e come fare per ottenerlo, pertanto è necessario passare più tempo ai box che in pista. Questa è la parte un po’ noiosa del nostro hobby-sport, ma una volta acquisita rimarrà parte di ogni modellista e le esperienze accumulate si potranno trasportare su modelli diversi e su piste diverse in modo da velocizzare la messa a punto e la ricerca del setup ottimale. Di solito durante i test si lascia l’ultima ora per effettuare una o più long-run, quindi vere e proprie simulazioni di gara con rifornimenti per abituarsi a non perdere la concentrazione nei 20- 30 o 45 minuti di gara che si andranno ad affrontare.

La gioia nell’osservare e nel comprendere è il dono più bello della natura (Cit. A.E.)

L’IMPORTANZA DI OSSERVARE I PIU BRAVI

Quando ho iniziato a correre, essendo toscano, vedevo ad ogni gara battaglie fra Lenzi e Tortorici pertanto loro erano i due piloti che osservavo di più e dai quali cercavo di carpire segreti e metodologie di guida, mentre successivamente ho iniziato a conoscere il modellismo a livello mondiale, ed ho sempre dedicato molto tempo a guardare video e dirette di manifestazioni importanti anche svolte oltre oceano, le nottate passate su LiveRC seguendo i vari national o i vari Dirt nitro challenge o silver state possono testimoniarlo, ritengo che dai più bravi ci sia sempre da imparare, e che anche solo osservando con molta attenzione come si comportano in pista, come preparano le macchine dentro ai loro box, e come interpretano i punti più complicati dei vari tracciati possa essere un grande allenamento, e porti a dei risultati immediati.

Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci  (Cit. M.J.)

PUNTI DEBOLI E PUNTI DI FORZA

Non si è mai ottimi giudici di se stessi. Comunque  penso che l’ISTINTO sia allo stesso tempo il mio punto di forza ed il mio punto debole. Penso di guidare prevalentemente con l’istinto, senza particolari regole, e questo è sempre stato un mio grande vantaggio perché diverse volte ho sopperito a tante mancanze della macchina o del setup proprio con l’istinto, mentre molte altre volte ho peccato di superbia, credendo di riuscire a guidare solo con l’istinto senza preoccuparmi troppo della messa a punto del mezzo perdendo numerose occasioni per ottenere buoni risultati.

L’età è quella che pensi che sia. Si è vecchi quanto si pensa di esserlo.  (Cit. M.A.)

UN INEVITABILE CAMBIO GENERAZIONALE

Ormai sono fra i più vecchi rimasto a lottare al mio livello, sempre più spesso mi capita durante le finalissime di gare di alto livello di essere il più vecchio sul palco di guida, tutto ciò mi rallegra e mi intristisce allo stesso tempo, mi rallegra perchè penso di essere uno dei pochi ad aver mantenuto un ottimo livello anche con il trascorrere degli anni, mi  rattrista perchè penso che da un giorno all’altro potrei non riuscire più a mantenere il passo. I giovani emergenti sono una risorsa importantissima per la nostra nazione, penso di avere con tutti un ottimo rapporto, sono stato l’ultimo dei “vecchi” a vincere un titolo Italiano nel 2013, dall’anno successivo quattro giovanissimi sono stati protagonisti: nel 2014 Zanchettin nel 2015 Berton nel 2016 Baruffolo e nel 2017-2018 Ongaro, chissà che nei prossimi anni non si vedano altri giovani sul tetto d’Italia, molti nuovi volti hanno palesato una crescita impressionante! E sicuramente nelle prossime stagioni la lotta sarà accesissima. Dal canto mio rispetto tutti e pretendo rispetto da tutti come è giusto che sia, ritengo che il rispetto sia una caratteristica basilare per essere un campione, e spero vivamente in un futuro pieno di successi per l’Italia e per i giovani piloti italiani.